LE CASE DI RILIEVO E L'ABITATO DI JOANNIS

La strada principale del paese è piuttosto armoniosa fiancheggiata da alcune costruzioni di risalto per le loro caratteristiche architettoniche ed ornamentali. La più importante fra di esse è il palazzo Strassoldo che costituisce la sede di quel ramo della famiglia che volle fissare a Joannis la propria residenza all'inizio del XVII secolo. La famiglia degli Strassoldo, conti del S.R.I., signori di Strassoldo e ville annesse, nobili castellani e parlamentari friùlani è una delle più antiche ed importanti famiglie della nobiltà in Friuli con sede feudale a Strassoldo. Nel 1512 Giovanni (1478-1542) ottenne da Venezia, in premio delle sue benemerenze verso di essa, il capitaneato di Soffumbergo Detto capitaneato comprendeva sette ville o paesi. Fondò così il ramo della famiglia detto di Strassoldo e Soffumbergo. Nel 1608, Giovanni (1547-1610), suo nipote abiatico, acquistò una casa a Joannis, confinante con sue proprietà, da Francesco Susana, Stabilitosi dunque a Joannis con la famiglia, forse Giovanni stesso o suo figlio Giulio (1586 - 1624) che ne curò la realizzazione, decise di costruire il palazzo di cui si parla. Esso fu edificato sfruttando e dilatando le strutture della casa comperata da Francesco Susana che, in ossequio alla tradizione, si ritiene fosse una “casa forte” quattrocentesca, verosimilmente fabbricata per difesa nel periodo delle scorrerie dei Turchi fra il 1472 e il 1499. Tale tradizione sembra confermata dal notevole spessore dei muri (1,20 m) che si trovano verso la strada al pianterreno del palazzo. Nel 1802, Marzio di Strassoldo e Soffumbergo (1752-1829) iniziò notevoli lavori di ampliamento, di restauro e di abbellimento. Sempre Marzio dette all'oratorio di casa la forma attuale dedicandolo alle sacre reliquie di cui fu solerte raccoglitore. Negli anni attorno al 1835 i due fratelli Giulio (1808- 1869) e Marzio (1809-1873) dotarono il palazzo di un parco, ricco di essenze. Attigua al palazzo, verso levante, vi è una casetta di umile aspetto, ma notevole per la sua antichità e per lo stato di integrità. Risale al XIV o XV secolo e fornisce un bell'esempio di antico focolare posto in una cucina dal pavimento in terra battuta. Dirimpetto vi è la casa seicentesca della nobile famiglia de Comelli con le finestre e i portoni dotati di cornici in pietra ben lavorata. A fianco, verso est, c'è l'antico municipio. Proseguendo verso la chiesa, al numero civico 20, vi è un palazzetto del ‘600, dipendenza di palazzo Strassoldo, particolarmente interessante sia per la distribuzione degli spazi interni che per le belle cornici in pietra della facciata, con un singolare mascherone sul concio di chiave del portoncino d'ingresso. Ancor più avanti, sulla destra vi è un altro bel palazzetto, della fine del ‘700, condotto a termine dal nobile Giulio Comelli nel 1799, come risulta dal concio di chiave del portone che, oltre al nome e alla data, reca scolpita una cometa, stemma della famiglia. La dimora passò in seguito ad una linea della famiglia dei conti di Zucco che qui si estinse con la morte di Elisa nel 1927. Dalla piazza della chiesa si accede alla casa fortificata con torre (Torassa) che risale presumibilmente alla fine del XV secolo, epoca delle scorrerie dei Turchi. Nell'andare verso Privano, dopo aver girato dietro l'abside della chiesa, si incontra casa De Senibus, l'ottocentesca residenza di campagna di questa famiglia, ora asilo d'infanzia per volere dei fratelli Antonio, Irene e Marianna che, non sposati, destinarono a questo nobile scopo la loro facoltà di Joannis. Proseguendo, alla fine del paese, c'è la Centa, l'antico complesso che comprendeva la chiesa, con il cimitero, la canipa del ‘400, adiacente al muro di cinta ed una casa, probabilmente l'abitazione del cappellano. Detta casa, a due piani, con scala esterna costituisce un bell'esempio di architettura spontanea ed ormai ben nota in Friuli a chi si occupa di questo tipo di costruzioni. Dall'altra parte del paese, appena fuori in direzione di Aiello, tal Pietro Lanza costruì, verso il 1870, quella che oggi vien detta «Villa Ines” dal nome che le diede, nel 1899, il secondo proprietario, Pietro Lazzari, in onore della moglie Ines di Strassoldo. Un folto parco si frappone fra la villa e la strada.

Fonte: “ Raccontare Joannis “ – Doimo Frangipane 2004